L’espressione del Prologo alla RB (= Regola di San Benedetto) il Signore sceglie tra la moltitudine il suo operaio”è lapidaria, teologicamente ineccepibile e quanto mai pertinente in ordine alla tematica della vocazione.

Perfettamente in linea con l’evangelo “non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”, la Regola colloca la vocazione nella giusta luce e tenta di scioglierne enigma e mistero.

A livello prioritario è il Padre che prende l’iniziativa in ordine alla chiamata e alla elezione; è il Padre quindi che suscita il cristiano e lo invia nella sua vigna e – nel nostro caso – nel cenobio.

La comunità monastica accogliendo colui che bussa alla porta, si pone sul piano stesso di Dio e sulla sua lunghezza d’onda. In altri termini tale accoglienza si configura come apertura a Dio stesso e al mistero della chiamata: sono infatti i parametri della fede a far da piattaforma e base portante per l’edificio monastico.

Il monaco d’altro canto è consapevole dell’azione di Dio che, mediante lo Spirito, sperimenta nella comunità. Questa consapevolezza lo accompagnerà per tutti i giorni della sua vita.

Con questa convinzione egli attua il nuovo cammino. Quale cammino? Quello di operaio di Dio, operaio votato alla ricerca del Signore, e impegnato nel suo servizio.

Ricerca e servizio appunto: questo è il binomio che informa la vita del monaco, lo plasma e lo conduce giorno dopo giorno alla pienezza della sua vocazione.

d. Anselmo Lipari

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